“Agadah” di Alberto Rondalli. Demoni, spettri, scheletri, non da fantasy americano

Alberto Rondalli ha scritto e diretto “Agadah”, liberamente tratto dal “Manoscritto trovato a Saragozza” di Jan Potocki, un grande classico della letteratura europea e romanzo di riferimento del romanticismo nero. Scritta all’inizio del 1800, un’opera imponente, strutturata in 66 giornate e comprendente tutte le modalità narrative conosciute, come il Decamerone, Cervantes, le Mille e una Notte. Impegnativa anche l’opera di riduzione del romanzo da parte di Rondalli, portando le giornate a 10, mantenendone lo sguardo unico, ovvero tante storie appartenenti ad un’unica storia. Gran dispiegamento di locations, scenografie, effetti visivi, con un aspetto pittorico e non da fantasy americano. Non da meno il cast internazionale, con una ricca presenza italiana, tra gli altri: Caterina Murino, Umberto Orsini, Alessio Boni, Alessandro Haber, Valentina Cervi, Federica Rosellini, Flavio Bucci. Distribuzione RA.MO. Dal 16 novembre al cinema.

Giornalista Riccardo Farina
Operatore di ripresa Marco Cappellesso
Post produzione Cristiano D’Alessio