“Malarazza”, una storia di periferia, di tante periferie

Non è “Gomorra”, non è “Suburra”, è “Una storia di periferia” come recita il sottotitolo. “Malarazza” è ambientato in un degrado ben definito, nel Librino di Catania sconfinando in centro nell’altrettanto disagiato San Berillo. Al tempo stesso Rosaria e suo figlio rappresentano tutte quelle vite che popolano le nostre periferie, luoghi e simboli di aspirazioni e sogni traditi, trappole dalle quali è quasi impossibile affrancarsi. “Malarazza” è l’opera seconda di Giovanni Virgilio, dopo la non banale “La bugia bianca”. Stella Egitto, Antonino Frasca Spada, giovanissimo esordiente, Paolo Briguglia, interpretano rispettivamente la madre, il figlio, il fratello di lei, vessati dal boss Malarazza soltanto perché lei aveva osato lasciarlo dopo ripetuti maltrattamenti.
Forte la presenza musicale, la colonna sonora è un mix di generi, rap, bossanova, neo melodico e una inedita Arisa che per la prima volta canta in portoghese. “Malarazza” è distribuito da Mariposa Cinematografica.
Dal 9 novembre al cinema.

Giornalista Riccardo Farina
Post produzione Giulio Riservato